Portateci un pò con voi... by Alex Mai come questa volta sono andato incontro al sogno così carico di tensioni,di paure, di pensieri contorti che mi dannavano l’anima.
Cominciando dalla fine: "portateci un pò con voi". Così Baglioni ha salutato i quattromila irriducibili del Palatrieste, non paghi delle 3 ore e un quarto di musica e magia. Niente di più vero. E’ proprio quello
che mi son portato via. Un pò di chi mi ha dato la possibilità di
scacciare i pensieri. Un pò di più di ieri e spero meno di domani. Mi
porto via un pò di quel vento gelido che ha spazzato via l’umidità
dei giorni precedenti ma non la voglia di esserci a tutti i costi. E così
si può giustificare l’attesa di lughi Mi porto via l’immagine di Claudio che
entra tra le maestranze intente a montare il palco appoggiato su una
stampella bianca e nera. Si percepisce che non vede l’ora di
liberarsene. Per un attimo ci abbraccia con uno sguardo e un saluto. Si
può abbracciare con uno sguardo e lui lo ha saputo fare. Le prove sono
brevi, e tra un gorgheggio e un’altro, Domani mai, Fammi andar via, E
tu. Mi porto via l’immagine di uno striscione con un enorme cuore rosso che campeggia in tribuna che alcuni ragazzi non sapevano dove mettere per evitare di creare fastidio agli spettatori. La gente all’esterno inizia a
scalpitare. Alle 20 i cancelli "regolari" vengono aperti. Il palco-casa si materializza. La cantina con vecchi bauli, il primo piano con tanto di divano e cucina e poi la terrazza-finestra sul cielo, infine il cielo vero e proprio. Mi porto via con me almeno un’ora di concerto vissuta in una posizione indescrivibilmente scomoda, con un vetro davanti che rende difficoltosa la vista di gran parte della scena. Ma chi se ne frega del posto che ho pagato, mi alzo e me ne vado dove si vede meglio e resto in piedi per altre due ore di concerto aggrappato al parapetto, da lì sembra di essere sul palco. Voglio entrare in casa stavolta. Voglio sentirmi parte dell’atmosfera che, una canzone dopo l’altra Claudio sta creando. Il pubblico è freddo all’inizio, si muove solo il parterre. La bora è ancora nelle ossa, ma non per molto.
"Portateci un pò con voi" sentenzia Claudio salutando il pubblico oramai alle stelle dell’entusiasmo. Non c’è bisogno di ribadirlo. Mi porto via un pò di tutto questo e un pò di questo carburante per il mio sogno che ho rubato dal focolare della casa di Crescendo. Mi porto via la via di casa mia, sferzata dal freddo vento di bora, che fa un pò meno paura di ieri ma sempre più di domani. Alex Visita il fantastico blog di Alex
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